«Home sen nome», primeira crítica en Italia

La Stampa acaba de publicar a primeira crítica sobre Uomo senza nome, a edición italiana da novela de Suso de Toro Home sen nome. Reproducimos o texto polo seu grande interese:

img_susoGLAUCO FELICI

Galiziano poco più che cinquantenne, Suso de Toro è un personaggio della Spagna d’oggi. Si dice sia stato il primo scrittore europeo ad avere un blog, e la presentazione del suo primo libro ora tradotto in Italiano, Uomo senza nome, nel maggio 2006 è stata riservata in anteprima ai blogger amici, che hanno ritrasmesso in rete l’evento in diretta. Ma aldilà di questi aspetti telematici, Suso de Toro è noto in Spagna, per altre ragioni. Nel 2005 il premier Zapatero disse in pubblico di condividere quanto era scritto nel saggio Otra idea de España, appunto del suo amico Suso de Toro: da allora lo scrittore è diventato un bersaglio prediletto della destra (i cui colpi ricambia con possente energia) e, insieme, un po’ anche un’icona della intellettualità che condivide il cammino intrapreso dal governo. Poi, nel 2007, ha scritto un ritratto del presidente, Madera de Zapatero. Un’altra ragione di notorietà è data dal suo impegno in campo ecologista, in particolare all’epoca dell’affondamento della petroliera «Prestige». Tutto ciò aldilà delle sue interessanti doti di narratore.

Questo Home sen nome (ma la bella assonanza si perde nel tradurre) trae il titolo da un verso di El burlador de Sevilla (proto-dongiovanni di Tirso de Molina o, secondo altri, tra cui de Toro, di Andrés de Clarmonte). È un romanzo durissimo, fruga senza pietà nelle radici del presente storico – non soltanto spagnolo, maeuropeo, mondiale – e ne ricava la conclusione che il male è tra noi, in noi, e lo si deve contrastare con la forza della ragione, e gli esiti della battaglia non sono certi. Tuttavia, il dovere di chi vive oggi è quello di praticare la memoria, la conoscenza e l’interpretazione del passato. Suso de Toro si dedica a questo grande compito, e il libro debe essere visto come «un teatro di ombre in cui si rappresenta una sorta di dramma religioso, una specie di auto sacramental». Questa affermazione dell’autore trova riscontro nella scrittura da lui praticata: si è di fronte a un testo dalle forti connotazioni teatrali, sia nei dialoghi sia nel modo di osservare la materia e i personaggi.

È una delle caratteristiche più particolari del libro (che in Spagna è uscito in galiziano, in catalano e in castigliano, presso tre editori diversi). Un’altra è la peculiarità della storia, non reale ma verosimile nella sua follia: un anziano in un ospedale si trova a dividere la camera ziano di lui, un centenario. Questo secondo personaggio, appunto un uomo senza nome, si rivela per un tremendo omicida en el cuore della notte chiede attenzione e racconta la propria storia. Hacombattuto nella guerra civile, fu a Berlino e poi a Leningrado con la División Azul: praticò con determinazione la violenza e la prevaricazione, senza pentimenti ma con agghiaccianti motivazioni filosofiche. L’unico spunto di tenerezza è il ricordo di un fratello, la nostalgia per quell’affetto: un sentimento immotivato in mezzo a tanto orrore, ma in fondo del tutto coerente con le incoerenze dell’essere umano. Il finale è un coup de théâtre, che qui non si rivela, e vede
il centenario morire (vorrebbe donare l’unico suo bene, la dentiera, al vicino di letto).
Suso de Toro ha detto: «Il franchismo non fu soltanto una dittatura, fu un regime assassino. Si basò sul militarismo come ideologia, insieme al nazionalismo spagnolo nella sua versione nazional-cattolica. Ma ebbe anche una traccia di nazismo, che è
quel che più mi ha interessato ed è quel che spiega il mio personaggio. Il nazismo consiste nel fare ideologia dell’odio e della disumanizzazione. Il protagonista della mia opera non è un baciapile come Franco. È un violento nichilista e ateo. Unoche crede nella vita come morte e come azione. Il mio personaggio è un uomo colto, con un’argomentazione ideologica molto tipica della sua epoca, molto europea. Pratica l’elitarismo e l’etica guerriera. Esi crede più che umano, un semidio. Noidiremmounmostro».

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Unha resposta to “«Home sen nome», primeira crítica en Italia”

  1. arume dos piñeiros Says:

    A traducción é de Fabio Angelli, profesor de italiano da Escola Oficial de Idiomas de Vigo.

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